il discorso di saluto
dell'ing.Mario Baldassarrini

Cari amici,

Quello di oggi è un grande giorno, prima di tutto perché vedo qui intorno facce nuove a queste nostre riunioni: l’Ing. Mario Lodigiani, gli ingegneri Tomei e Bertorello e, per la seconda nell’arco di queste riunioni, Il Geom. Cassano.

Penso che sarete tutti lieti di averli qui con noi, e li ringrazio anche a vostro nome per essere venuti.

Questo pranzo è particolarmente significativo per i Tarbelini, in quanto esso ha luogo nel quarantesimo anno dall’inizio dei lavori a Tarbela. La presenza dell’Ing Tomei e del Geom. Cassano, miei collaboratori in vari cantieri a partire dal cantiere di Kariba, aggiunge uno speciale significato a questa occasione, in vista di quello che entrambi hanno fatto e dato per il successo della costruzione dell’impianto di Tarbela.  

Allargando il mio saluto a tutti i presenti, voglio dire che sono felice che negli ultimi anni queste riunioni si siano estese a tutta la famiglia dell’IMPREGILO, perché il successo della medesima in tutto il mondo arricchisce tutti, e perché, se da una parte è vero che questi pranzi non ci sarebbero stati senza l’attaccamento al ricordo di Tarbela da parte di coloro che vi lavorarono, è anche altrettanto vero che non ci sarebbe stata un Tarbela senza l’IMPREGILO, e che questa non sarebbe nata senza Kariba e senza. L’Ing. Pennacchioni il Sig. Girola. l’Ing. Giuseppe Lodigiani, che insieme idearono e fondarono questa straordinaria impresa di costruzioni

Nel rivolgere un pensiero commosso e memore a queste tre persone e in particolare all’Ing. Peppino Lodigiani, mio capo ed amico da quando entrai a far parte della famiglia della Lodigiani nel remoto febbraio del 1947, rivolgo un benvenuto speciale a Mario, figlio dell’Ing. Peppino e anche lui mio caro amico, e lo invito a dirvi alcune parole a sua volta.

Dato che, come ho detto, oggi fanno quarant’anni dall’inizio dei lavori di Tarbela mi sembrerebbe giusto e opportuno se pure l’Ing. Tomei ed il Geom. Cassano volessero intervenire anche loro.

Speravo di poter salutare anche il Geom. Bisotti, che pure ha collaborato con me su diversi cantieri, ma ho appena saputo che purtroppo è impossibilitato a venire perché convalescente da un’operazione. Sono però qui tra noi sua moglie e sua figlia, e attraverso loro gli trasmetto i vostri auguri ed i miei perché si ristabilisca al più presto.

Prima di lasciarvi, una nota triste: ho appena appreso che è morto prematuramente l’Ing. Dottori, che tutti quelli che hanno lavorato ad Akosombo certamente ricorderanno. Faceva parte dell’ufficio tecnico di quel cantiere e successivamente è stato mio collaboratore nella sede centrale della Lodigiani. Ne ricordo le alte doti professionali e umane, e a nome di tutti porgo le condoglianze alla sua famiglia.

Ho sentito anche questa volta il vostro affetto, lo stesso che mi avete sempre. dimostrato in tutte le occasioni passate. Ne sono ancora una volta rimasto commosso, e lo contraccambio con un abbraccio rivolto a voi tutti.

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