In ricordo di Armando Candotti

Sono Alessandra Colutta, nipote di Armando Candotti. Scrivo a nome di tutte le nipoti Sara, Barbara e Giorgia;    abbiamo pensato di inviarvi il saluto che abbiamo letto al funerale del nonno, vista la lettera dell' ing. Mario Baldassarini pubblicata sul sito di Tarbela.
Con la certezza che il suo ricordo rimanga sempre tra noi,
cortesemente saluto,
Alessandra Colutta
(figlia di Candotti Graziella)
 
Caro Capriotti,

Stamattina  la moglie di Armando Candotti  mi ha comunicato  la notizia della scomparsa di  suo marito Era uno dei "vecchissimi" della Lodigiani e dell'IMPREGILO. Pensi che lavorava  almeno da un anno, come marcatempo, nel cantiere per la costruzione del viadotto ferroviario di Recco, quando io vi arrivai, giovane ingegnere  appena laureato, nel febbraio del  lontano 1947!Successivamente passò nella gestione mense e magazzini, ed io ho avuto la sua collaborazione, sempre efficiente e preziosa, nei molti cantieri che sono seguiti: Zebrù, Cancano, Kariba e, infine, Tarbela. Alle sue capacità professionali e dedizione al lavoro accompagnava un carattere sempre allegro e uno spiritaccio friulano.Avrebbe compiuto novanta anni quest'anno e soffriva da tempo di diabete, ma, a quanto mi ha detto sua moglie, è morto  in pochi giorni  per un blocco intestinale. Viveva a S.Daniele del Friuli, e fui felice  - e lo sono oggi ancora di più - di  essere potuto andare a  rivederlo, accompagnato da Macoritto, in occasione del nostro pranzo a Magnano in Riviera. Per quanto non abbia mai partecipato ai nostri pranzi - certamente perché le sue condizioni di salute non glielo permettevano - ritengo che sarebbe  giusto  ricordarlo nel sito di Tarbela. Lei cosa ne pensa ? 

Tanti cari saluti a Lei e Benedetta.
Mario Baldassarrini
 

19 novembre 2007

A UN GRANDE UOMO

Sguardo fiero e forte, un grande sorriso e delle spalle robuste che ne hanno passate tante.

Così ti abbiamo sempre visto.

Le smancerie non facevano per te, ma i tuoi occhi hanno sempre riflesso bontà e amore.

Ci hanno sempre raccontato che eri un uomo molto importante: tu costruivi le dighe e hai girato parecchio con la tua famiglia.

Ci hanno detto che hai combattuto anche la guerra con i carri armati e noi, ogni volta che tornavi dall’incontro annuale con i carristi, ti chiedevamo "Allora nonno, hai vinto anche questa volta?" e tu te la ridevi e ci rispondevi di si, avevi vinto.

Hai vinto tante altre battaglie, anche contro i numerosi infortuni della vita quotidiana, e ti sei sempre rialzato a testa alta: pure dalla scala sei caduto in piedi…nel vero senso della parola!

La tua memoria era infallibile; ti ricordavi di tutti e di tutto, tanto da pensare che il primo "computer" fosse nato il 26 dicembre del 1917!!!

Un’altra cosa ci fa impazzire quando ci pensiamo: erano belli quei momenti quando ci spingevi forte sull’altalena e ti divertivi come un matto a vederci piegate in due per il solletico nella pancia.

Bene, sei arrivato al traguardo dei 90 anni e noi, come promesso, ora ti stiamo facendo una festa un po’ speciale: ci siamo tutti, guardaci…la nonna, i tuoi figli, tuo fratello, i tuoi nipoti e tutti gli amici. E’ una grande festa e noi ci sentiamo tranquilli perché ora tu sei felice e stai meritatamente riposando da tutte le fatiche; noi siamo orgogliosi di te…di come hai condotto la tua vita e di come ci hai amati.

Ti ringraziamo infinitamente per la tua rassicurante presenza e ti salutiamo; ci raccomandiamo di guardarci da lassù!!!

MANDI ARMANDO!!!

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